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Eventi 2009

GIORNALE DI BORDO

Fermaimmagine di una settimana memorabile

Martedi' 29 settembre
''Che fettone!'': all'autogrill di Roncobilaccio Don Luigi Farina gusta l'arrosto di tacchino seguito dalla torta al cacao, per la quale chiede un attimo di raccoglimento da gourmet di vaglia, con l'entusiasmo sano di chi consumera' tante energie in un viaggio che lascera' il segno nell'animo. Gli altri 29 componenti del viaggio non sono da meno a tavola nella prima sosta verso Roma.
Si familiarizza gradualmente ma l'amore per la bicicletta e i significati del Ghisallo si fondono rendendo subito il dialogo sciolto, ricco di sorrisi.
Il traffico serale dell'Urbe, scriteriato e incessante, viene assimilato senza problemi.
Le casacche verdi del main sponsor Banca Mediolanum, mutuate da quella del miglior grimpeur del Giro d'Italia, sono accolte dai nove tedofori con golosita' naturale.
Daniela Cavalli smista ansie e interrogativi con fermezza: anche l'annuncio di una nuova levataccia il mattino seguente da parte del rappresentante del Vaticano viene accettata.
La nuova Fiaccola in legno e' ancora spenta ma veicola gia' lo spirito giusto di un viaggio unico.

Mercoledi' 30 settembre
Le vigilesse in motocicletta stile ''Chips''-yankee abbinano grazia e piglio autoritario. Prima delle 7 hanno accettato un minibreakfast in hotel e articolato la colonna dei nostri mezzi verso il Vaticano.
Aria fresca pronta a trasformarsi in caldo da luglio doc: in attesa di evitare sorprese coi metal detector di accesso a Piazza San Pietro, la temperatura sale. Stendardi e fiaccole portati in udienza colpiscono la poliziotta addetta al check-in e sono pronti a mettersi in evidenza. A pochi passi dal box del Santo Padre le voci allegre del Gs Madonna del Ghisallo si mescolano a quelle di bimbi protetti a fatica da un sole impietoso e al cip-cip di coppie di sposi che alternano abiti classici a mises altoatesine in loden e velluto verdi decisamente a disagio lontano dal fresco dei cottage montani.
In un'ora e mezza di attesa si accetta, insieme ad altri pellegrini ghisallini giunti in treno per un ''mordi e fuggi'', l'assenza di chioschi di bibite dissetanti e si fa il fioretto di rinviare i bisogni corporali a fronte della fila infinita all'unico bagno disponibile.
Alle 10.30 l'emozione irradiata dall'ingresso di Benedetto XVI e' sconvolgente: un' occhiata a Piera Colombo, dottoressa capace di toccare il cuore, e subito l'accordo: ''Gridiamo W il Ghisallo'' quando il saluto del Papa ci raggiungera'. Esplodiamo di gioia e spingiamo Don Farina all'accensione della Fiaccola tra le mani di Ratzinger: tutti in piedi sulle sedie per seguire la ''papamobile'' e ricevere il commiato ai fedeli.
Piatti di pasta e pagnotte a prezzo poco calmierato saranno il ristoro vaticano prima del via sui pedali.
Scortati nuovamente dai ''pizzardoni'' scopriamo la Cassia come ritrovo di partenza per la prima frazione tra il lago di Bracciano e i colli della Tuscia verso Viterbo.
Andrea, boss del furgone porta-biciclette con impeccabili occhiali da top-gun, consegna ai green boys gli strumenti di fatica entusiasmante. Tappa dura con gruppo che si seleziona ma la cena dalle suore viterbesi, arricchita dai cantuccini farciti per festeggiare il compleanno del ''giovane'' Luigi Curioni, e' uno scrigno di risate, un collante per nuove amicizie.

Giovedi' 1 ottobre
Due batterie di pedalatori per dividere equamente in base alle energie il lungo trasferimento tirrenico tra Lazio e Versilia. Primo step a Follonica e, sempre dalla cittadina dell'ippodromo estivo piu' in, altro start verso Forte dei Marmi.
Sul lungomare dedicato a Sergio Bernardini, indimenticato patron del dancing ''La Bussola'' dove Mina fece le sue ultime apparizioni live, la pioggia scroscia senza risparmiarsi. I due blocchi di green boys arrivano raccontando di stop necessari all'ombra della Torre di Pisa per evitare inzuppate memorabili.

Il ''Forte'', non piu' presidiato da turisti vip, ci accoglie con il garbo di un vicesindaco con capello bianco trendy. Ci seguira' a cena in hotel dove nello scambio di doni si inserisce anche un insolito vinello elvetico di Coira, decantato dall'albergatore, e reso piu' o meno memorabile ai palati da un sapore asprignolo.
Padre Frasson, viso da forzato del pave' belga-olandese, ha intanto introdotto la Messa pre-dinner come sano momento di raccoglimento: la forza delle sue convinzioni fa breccia.

Venerdi' 2 ottobre
''Ciao bambini, conoscete la Lombardia?'': Don Farina al microfono attrae i piccoli delle scuole elementari e medie che ci accolgono sull'ingresso del loro istituto. Occhi sgranati, piccoline in tutina fucsia tempestate di cuoricini, ragazzini tosti e aspiranti intellettuali scrutano medaglie e immaginette del Ghisallo. Una prof glamour in tacchi, calze scure e tailleur e' il vettore per loro delle ragioni della nostra iniziativa. Il frate locale che ci accompagna conferma che il ciclismo e' di casa: la somiglianza con Franco Balmamion, vincitore concreto e senza squilli agonistici dei Giri d'Italia 1962 e 1963 e' impressionante.
Verso l'entroterra spezzino, zona d'origine della famiglia di Napoleone Bonaparte, le ruote si scaldano.
Stefano Ciccarese, andatura da scalatore alla Alberto Contador, evita ricci di prelibate castagne salendo ai mille metri di Passo Bratello e si sazia con un assolo da raffinato granfondista verso il traguardo.
Fabio Somaschini, bancario lariano, tiene botta per un po' ma salva la piazza d'onore.
I sandwich di Natale, Santa Claus per hobby al suo paese in dicembre, introducono un valido pic-nic: i cellulari non prendono e per un po' scongiuriamo lo stress e le sue negativita'.
Borgotaro unisce le lacrime di Antonio Marelli, primo tra noi a respirare la poesia dal sepolcro di Bruno Raschi.
Lo stile del cantore a pedali lo apprezziamo ancora di piu' con un Martini sorseggiato con la sorella Anna, 88 anni. Schiva, racchiusa nella tuta violetta, avverte la nostra natura di ''gente di ciclismo''.
Una casa linda dove tra divani ancora cellophanati accediamo ai memorabilia di Raschi.
Manca soltanto Calimero, il cagnolino unico rimasto a fare compagnia ai ricordi di Anna: assenza giustificata per il cucciolo impegnato a farsi bello con la toelettatura.
Tortelli e cameratismo, funghi e riprese tv con uno stendardo che scivola capriccioso, scaldano una serata molto fresca in agriturismo.

Sabato 3 ottobre
Nebbie preoccupanti, superate dal calore padano mentre si scivola a Piacenza, aprono il cammino verso la Brianza.
190 chilometri affrontando le insidie della viabilita' delle grandi arterie diventano un esercizio di equilibrismo e sopravvivenza per i green-boys che, allo stadio Brianteo di Monza, scendono di sella soddisfatti, pronti al gala finale del giorno dopo.

Domenica 4 ottobre
Una sgambata da Seregno a Canzo prima della montagna simbolo delle due ruote lombarde: il menu' dell'ultima giornata e' un tributo a nove interpreti eccezionali diventati ora, per loro stessa ammissione, piu' ricchi interiormente.
Guest star le golden girls del ciclismo azzurro del domani, Rossella Callovi ed Elena Cecchini, oltre all'aerodinamicissima pettinatura di Domenico Pozzovivo, professionista non solo in sella ma nella sua globale crescita umana.
Per Enrica Vailati e i suoi sorrisi rassicuranti ultimo impegno in retrovia a regalare tranquillita' alla guida di un' autoambulanza accessoriata di clacson e sirena inconfondibili.
Padre Frasson brucia tutti sul traguardo dell'intraprendenza: indossa i paramenti sopra la tenuta da corridore e diffonde a Messa il compendio di una splendida avventura. I messaggi di speranza dei trapiantati dell'Aido e di un giovane pittore diversamente abile trasmettono altre doverose soddisfazioni a Domenico Macri' e a chi crede nei progetti colmi di verita' del Gs Madonna del Ghisallo.

Fabio Provera
Ufficio stampa Gs Madonna del Ghisallo

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